Valle d’Aosta – Dove la montagna stessa é cultura

I Casolari di Money, situati a oltre 2000 m di quota a 3 km circa da Cogne, in una posizione estremamente panoramica della Valnontey. Da lì si gode di una magnifica vista sull’intero circo montuoso del Gran Paradiso.

Valle d’Aosta – Dove la montagna stessa é cultura

Una regione piccola ma densa di storia, cultura e natura. Qui la Montagna stessa è cultura per quella sua inscindibile commistione tra sistema naturale e antropico.

Una piccola regione nel cuore delle Alpi dove sin dalla notte dei tempi le culture si sono incontrate e sovrapposte contribuendo alla formazione di un passato complesso e stratificato la cui comprensione, fruizione e narrazione si rivelano essere presupposti fondamentali di conoscenza e promozione del territorio. negli anni la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta, istituita sin dal 1056 come “Soprintendenza unica”, operando in sinergia con le altre Strutture dell’Amministrazione Regionale e con gli enti territoriali, si è costantemente impegnata nella conoscenza, salvaguardia, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale  con l’obiettivo di favorire la condivisione allargata dei beni culturali e tendere a una loro gestione economicamente sostenibile.

Nell’era dell’informazione on line, ci siamo resi conto di come la promozione dei beni culturali non possa prescindere dall’elaborazione di un vero e proprio progetto di comunicazione integrato,

che consideri l’intera gamma di possibilità di divulgare presenti oggi sul mercato e tutti gli elementi e le variabili del contesto sociale economico e culturale in cui si opera, venendo a costruire lo strumento principe per avvicinare la comunità locale, promuovere la condivisione pubblica dei beni culturali e in definitiva far conoscere al grande pubblico il patrimonio culturale.

Con soddisfazione abbiamo riscontrato un crescente interesse e un notevole successo di pubblico per appuntamenti ormai fissi e attesi, tra cui citiamo le più recenti “Nuits de Culture”

o la rassegna denominata “Plaisirs de Culture” che declina su scala regionale le Giornate Europee del Patrimonio e propone visite guidate, laboratori, conferenze, escursioni, aperture straordinarie di siti e manifestazioni di carattere culturale.

La chiesa parrocchiale di Saint-Nicolas. Sullo sfondo, le cime del Grand Nomenon (sulla sinistra) e della Grivola, nel massiccio del Grand Paradiso.

Tutto questo é comunque possibile grazie alla notevole attività di ricerca e studio da parte di specialisti di diverse discipline, quale insostituibile presupposto per la tutela, e l’impegno costante dedicata alla divulgazione delle conoscenze acquisite per far comprendere e apprezzare il patrimonio e incoraggiare la partecipazione attiva dalla collettività per la sua salvaguardia e trasmissione alle generazioni future. Come è noto, la Soprintendenza è composta da diversi settori idonei a dare supporto scientifico, tecnico e amministrativo allo svolgimento delle varie attività istituzionali, 1in una logica di sistema globale, tenendo sempre presente la sequenza canonica – ricerca, restauro, valorizzazione, fruizione, comunicazione ce gestione – propria degli organismi preposti alla tutela e conservazione.

Gli sforzi vanno nella direziona di sviluppare progetti finalizzati a migliorare la nostra offerta culturale grazie alle messa in atto di una valorizzazione più aggiornata, di una comunicazione dei beni

più completa e strategica, di un sempre più diversificato e accattivante calendario di attività a proposte rivolte al grande pubblico, nonché di un sistema di accoglienza più curato e attento. Nello stesso tempo non va dimenticato il dovere di proseguire le attività di ricerca e conservazione, all’insegna della continuità del lavoro sinora svolto, con la consapevolezza che queste rappresentano le fasi propedeutiche per un’adeguata valorizzazione, fruizione e comunicazione, quali elementi indispensabili per promuovere un’auspicato processo di democratizzazione nella cultura e in definitiva una efficace azione di tutela attiva. Tale forte motivazione ci ha dunque portati, in questi anni, a investire  notevolmente nel settore culturale, certi risultati avrebbero condotto a un virtuoso “effetto domino” per la nostra comunità, il nostro territorio e l’appeal ‘ turistico della nostra Regione assecondando e favorendo i flussi di chi decide di spostarsi alla ricerca dell’arte, della storia, in poche parole, della bellezza. Inoltre l’attività didattica elaborata e intrapresa con il settore dell’istruzione, è particolarmente importante ad è interpretata come una vera e propria missione orientata verso la scuola, università compresa, con l’intento di promuovere un progressivo processo processo di fidelizzazione della popolazione scolastica sulle tematiche dai beni culturali.

Lo straordinario patrimonio dei beni  culturali presente in Valle d’Aosta, che parte dal Masolitico a percorre le Età del Rame del Bronzo a del Ferro, la Romanità il Medioevo e giunge ai nostri giorni,

rappresenta un sicuro arricchimento sociale e un valido contributo di immagine e di qualità dell’offerta turistica culturale complessiva. Non sono da sottovalutare le ricadute positive dell’indotto ingenerato da tale settore, soprattutto sa opportunamente favorite da politiche di messa a sistema dei beni e di integrazione con altri settori del turismo regionale. Anche nella nostra Regione, come peraltro in quasi tutte le regioni italiane, il successo di investimenti nel settore dei beni culturali non può basarsi solo su logiche di immediato ritorno economico, ma par ragioni di particolarità e complessità del settore, deve essere valutato su programmi di medio/lungo periodo, al fine di creare le condizioni per una corretta fruizione e condivisione pubblica e un’adeguata coscienza/conoscenza. In definitiva i beni culturali sono oggi una concreta risorsa, (in un memento connotato da pandemie e incipienti crisi economiche), su cui è necessario investire al fine di inserire  gradualmente questo settore negli attuali meccanismi di sviluppo economico, con l’attenzione dovuta per questa particolare tipologia di beni unici e non riproducibili.

Cristina De La Pierre
Soprintendente per i beni e le attività culturali
della Regione autonoma Valle d’Aosta
Gaetana De Gattis 
già dirigente Struttura Patrimonio archeologico

I Casolari di Money, situati a oltre 2000 m di quota a 3 km circa da Cogne, in una posizione estremamente panoramica della Valnontey. Da lì si gode di una magnifica vista sull’intero circo montuoso del Gran Paradiso.

Valle d’Aosta – Dove la montagna stessa é cultura

Una regione piccola ma densa di storia, cultura e natura. Qui la Montagna stessa è cultura per quella sua inscindibile commistione tra sistema naturale e antropico.

Una piccola regione nel cuore delle Alpi dove sin dalla notte dei tempi le culture si sono incontrate e sovrapposte contribuendo alla formazione di un passato complesso e stratificato la cui comprensione, fruizione e narrazione si rivelano essere presupposti fondamentali di conoscenza e promozione del territorio. negli anni la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta, istituita sin dal 1056 come “Soprintendenza unica”, operando in sinergia con le altre Strutture dell’Amministrazione Regionale e con gli enti territoriali, si è costantemente impegnata nella conoscenza, salvaguardia, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale  con l’obiettivo di favorire la condivisione allargata dei beni culturali e tendere a una loro gestione economicamente sostenibile.

Nell’era dell’informazione on line, ci siamo resi conto di come la promozione dei beni culturali non possa prescindere dall’elaborazione di un vero e proprio progetto di comunicazione integrato,

che consideri l’intera gamma di possibilità di divulgare presenti oggi sul mercato e tutti gli elementi e le variabili del contesto sociale economico e culturale in cui si opera, venendo a costruire lo strumento principe per avvicinare la comunità locale, promuovere la condivisione pubblica dei beni culturali e in definitiva far conoscere al grande pubblico il patrimonio culturale.

Con soddisfazione abbiamo riscontrato un crescente interesse e un notevole successo di pubblico per appuntamenti ormai fissi e attesi, tra cui citiamo le più recenti “Nuits de Culture”

o la rassegna denominata “Plaisirs de Culture” che declina su scala regionale le Giornate Europee del Patrimonio e propone visite guidate, laboratori, conferenze, escursioni, aperture straordinarie di siti e manifestazioni di carattere culturale.

La chiesa parrocchiale di Saint-Nicolas. Sullo sfondo, le cime del Grand Nomenon (sulla sinistra) e della Grivola, nel massiccio del Grand Paradiso.

Tutto questo é comunque possibile grazie alla notevole attività di ricerca e studio da parte di specialisti di diverse discipline, quale insostituibile presupposto per la tutela, e l’impegno costante dedicata alla divulgazione delle conoscenze acquisite per far comprendere e apprezzare il patrimonio e incoraggiare la partecipazione attiva dalla collettività per la sua salvaguardia e trasmissione alle generazioni future. Come è noto, la Soprintendenza è composta da diversi settori idonei a dare supporto scientifico, tecnico e amministrativo allo svolgimento delle varie attività istituzionali, 1in una logica di sistema globale, tenendo sempre presente la sequenza canonica – ricerca, restauro, valorizzazione, fruizione, comunicazione ce gestione – propria degli organismi preposti alla tutela e conservazione.

Gli sforzi vanno nella direziona di sviluppare progetti finalizzati a migliorare la nostra offerta culturale grazie alle messa in atto di una valorizzazione più aggiornata, di una comunicazione dei beni

più completa e strategica, di un sempre più diversificato e accattivante calendario di attività a proposte rivolte al grande pubblico, nonché di un sistema di accoglienza più curato e attento. Nello stesso tempo non va dimenticato il dovere di proseguire le attività di ricerca e conservazione, all’insegna della continuità del lavoro sinora svolto, con la consapevolezza che queste rappresentano le fasi propedeutiche per un’adeguata valorizzazione, fruizione e comunicazione, quali elementi indispensabili per promuovere un’auspicato processo di democratizzazione nella cultura e in definitiva una efficace azione di tutela attiva. Tale forte motivazione ci ha dunque portati, in questi anni, a investire  notevolmente nel settore culturale, certi risultati avrebbero condotto a un virtuoso “effetto domino” per la nostra comunità, il nostro territorio e l’appeal ‘ turistico della nostra Regione assecondando e favorendo i flussi di chi decide di spostarsi alla ricerca dell’arte, della storia, in poche parole, della bellezza. Inoltre l’attività didattica elaborata e intrapresa con il settore dell’istruzione, è particolarmente importante ad è interpretata come una vera e propria missione orientata verso la scuola, università compresa, con l’intento di promuovere un progressivo processo processo di fidelizzazione della popolazione scolastica sulle tematiche dai beni culturali.

Lo straordinario patrimonio dei beni  culturali presente in Valle d’Aosta, che parte dal Masolitico a percorre le Età del Rame del Bronzo a del Ferro, la Romanità il Medioevo e giunge ai nostri giorni,

rappresenta un sicuro arricchimento sociale e un valido contributo di immagine e di qualità dell’offerta turistica culturale complessiva. Non sono da sottovalutare le ricadute positive dell’indotto ingenerato da tale settore, soprattutto sa opportunamente favorite da politiche di messa a sistema dei beni e di integrazione con altri settori del turismo regionale. Anche nella nostra Regione, come peraltro in quasi tutte le regioni italiane, il successo di investimenti nel settore dei beni culturali non può basarsi solo su logiche di immediato ritorno economico, ma par ragioni di particolarità e complessità del settore, deve essere valutato su programmi di medio/lungo periodo, al fine di creare le condizioni per una corretta fruizione e condivisione pubblica e un’adeguata coscienza/conoscenza. In definitiva i beni culturali sono oggi una concreta risorsa, (in un memento connotato da pandemie e incipienti crisi economiche), su cui è necessario investire al fine di inserire  gradualmente questo settore negli attuali meccanismi di sviluppo economico, con l’attenzione dovuta per questa particolare tipologia di beni unici e non riproducibili.

Cristina De La Pierre
Soprintendente per i beni e le attività culturali
della Regione autonoma Valle d’Aosta
Gaetana De Gattis 
già dirigente Struttura Patrimonio archeologico